Quando l’ossessione per lo smartphone causa depressione

L’ossessione per lo smartphone, la cosiddetta ‘nomofobia‘, oggi colpisce molte persone in tutto il mondo compresi molti italiani, da sempre molto attaccati al telefono.

Nonostante i sintomi siano molto simili a quelli dell’ansia, uno studio condotto da ricercatori dell’Università Federale di Rio de Janeiro sembra indicare che la nomofobia sia da considerare una dipendenza patologica oltre portare ad un disturbo d’ansia. Si può parlare di nomofobia quando una persona prova una paura sproporzionata di rimanere fuori dal contatto di rete mobile, al punto da sperimentare effetti fisici collaterali simili all’attacco di panico come mancanza di respiro, vertigini, tremori, sudorazione, battito cardiaco accelerato, dolore toracico e nausea.

L’abuso dei social network può portare all’isolamento come conseguenza della nomofobia afferma Ezio Benelli, presidente del Congresso mondiale di Psichiatria dinamica. L’utilizzo smodato e improprio del cellulare come di internet può provocare non solo enormi divari fra le persone, ma anche portarle a chiudersi in se stesse e sviluppare insicurezze relazionali. Eppure proprio lo smartphone, se usato in modo appropriato, può assolvere a tre importanti funzioni psicologiche: regola la distanza nella comunicazione e nelle relazioni, gestisce la solitudine e l’isolamento.

Usare regolarmente il telefono cellulare, trascorrere molto tempo su di esso, avere uno o più dispositivi, portare sempre un carica batterie con sé per evitare che il cellulare si scarichi, sentirsi nervosi al pensiero di perdere il proprio portatile, guardare lo schermo del telefono per vedere se sono stati ricevuti messaggi o chiamate: c’è chi è talmente dipendente dallo smartphone da arrivare a provare un senso di malessere, fino una vera e propria angoscia e depressione.

Secondo l’Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico (Eurodap) chi ha una vera e propria dipendenza da cellulare dovrebbe ridurne l’uso gradualmente partendo da poche ore al giorno per imparare ad aumentare la tolleranza al distacco da tale dispositivo.

Tuttavia quando il tono dell’umore è decisamente rivolto verso il basso, e non si tratta di uno stato d’animo passeggero ma ricorrente e accompagnato principalmente da bassa autostima in tal caso vi consigliamo di approfondire con un programma terapeutico i problemi che hanno innescato tale stato d’animo: a tal proposito vi suggeriamo un professionista a cui potete rivolgervi a Cesena come la psicologa Rosalba Aiazzi, che si occupa della cura di varie patologie come: Attacchi di Panico, Depressione, Disturbi Alimentari, Infanzia, Adolescenza, Dipendenza da Gioco e Love addiction.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...